Rischio cardiometabolico: l’efficacia del BMI

Intervista a Marwan El Ghoch By Giugno 9, 2025No Comments
Interviste

Sebbene il Body Mass Index (BMI) sia storicamente utilizzato per stimare il rischio cardiometabolico nei pazienti con obesità e sovrappeso, la sua capacità di rappresentare la composizione corporea è limitata.

Intervistato in occasione della 32° edizione dell’European Congress on Obesity (ECO 2025), Marwan El Ghoch dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ha sottolineato come per il BMI sia impossibile distinguere tra massa grassa e massa magra e identificare la distribuzione del tessuto adiposo. Inoltre, questo indice non sarebbe in grado di rilevare modificazioni della composizione corporea nel tempo, potenzialmente sottostimando il rischio in diverse classi di pazienti.

Durante l’intervista, El Ghoch ha citato uno studio al termine del quale l’analisi comparativa tra fasce d’età con BMI simile ha rivelato significative differenze nella composizione corporea. Negli uomini si è osservato un aumento dell’adiposità e una riduzione della massa magra con l’avanzare dell’età, mentre nelle donne la massa totale è rimasta stabile. L’incremento della massa grassa, invece, è stata associata a una maggiore adiposità viscerale e a una riduzione della massa magra periferica in entrambi i sessi.