
Il 2026 potrebbe essere un anno di svolta per alcune linee di ricerca che mirano a cambiare standard diagnostici e terapeutici. In un articolo di Nature Medicine pubblicato a fine dicembre, alcuni ricercatori e clinici hanno indicato gli studi che meritano un monitoraggio ravvicinato: ecco gli 11 trial selezionati.
- Vaccino M72/AS01E-4 per la tubercolosi
Fase 3; Gates Medical Research Institute. Vaccino contro Mycobacterium tuberculosis per prevenire la progressione a tubercolosi (TB) confermata in laboratorio in soggetti mai infettati, precedentemente infettati o con HIV. Razionale: la protezione del vaccino BCG tende a ridursi con l’età, proprio nelle fasce con maggior rischio di malattia e trasmissione. - RIO trial
Fase 2; Rockefeller, Imperial e Oxford Universities. Studio su HIV che valuta due anticorpi neutralizzanti ad ampio spettro e long-acting (3BNC117-LS e 10-1074-LS) per mantenere il controllo virologico dopo interruzione dell’ART. Razionale: ridurre (o rendere più sicure) le “pause terapeutiche” senza perdita di controllo della replicazione virale. - Loratadina, famotidina e colchicina per long COVID
Fase 3; University College London. Trial open label, adattativo e randomizzato nel long COVID, con farmaci riposizionati selezionati per agire su meccanismi ipotizzati (in particolare infiammazione e alterazioni microvascolari/flussimetriche). Razionale: generare evidenza clinica strutturata in una condizione ad alta eterogeneità e con opzioni terapeutiche ancora non consolidate. - Lassa Fever CVD 1000
Fase 1; University of Maryland. Studio first-in-human su un vaccino inattivato basato su rabies (LASSARAB) che utilizza la glicoproteina completa di Lassa, con l’obiettivo di protezione sia contro Lassa fever sia contro rabbia. Razionale: affrontare due infezioni a elevato impatto in contesti endemici, in assenza di vaccini/terapie approvate per Lassa. - ZEUS, HERMES, ARTEMIS
Fase 3; Novo Nordisk A/S. Tre trial di inibizione di IL-6 con ziltivekimab per ridurre eventi cardiovascolari in pazienti con aterosclerosi, malattia renale cronica e rischio infiammatorio residuo (hsCRP elevata). Razionale: colpire direttamente il “residual inflammatory risk” come determinante indipendente del rischio aterotrombotico. - Daraxonrasib per il carcinoma pancreatico
Fase 3; Revolution Medicines. Studio nel carcinoma pancreatico metastatico che confronta un inibitore orale “broad RAS” con la chemioterapia standard, con endpoint su progression-free survival e overall survival. Razionale: intercettare le mutazioni RAS più frequenti nel pancreas, storicamente difficili da trattare con target therapy. - Descartes-08 trial
Fase 2b (con programma di fase 3 in corso); Cartesian Therapeutics. Approccio CAR T “temporaneo” basato su mRNA, diretto contro BCMA, nella miastenia gravis per ridurre selettivamente le cellule produttrici di autoanticorpi. Razionale: ottenere un controllo più duraturo dei sintomi limitando l’immunosoppressione cronica e, potenzialmente, il rischio di eventi avversi tipici dei CAR T con editing del DNA. - Cellule staminali “editate” per la CGD
Fase 1/2; Prime Medicine. Studio nella malattia granulomatosa cronica (CGD) con cellule staminali ematopoietiche autologhe editate ex vivo e reinfuse, per correggere il difetto genetico alla base dell’immunodeficienza. Razionale: alternativa potenzialmente “curativa” che evita rischi e limiti del trapianto allogenico (rigetto/GVHD) in una patologia rara con infezioni ricorrenti e complicanze infiammatorie. - BRIA-ABC trial
Fase 3; BriaCell Therapeutics Corporation. Trial nel carcinoma mammario metastatico che valuta immunoterapia cellulare (Bria-IMT) in combinazione con un immune checkpoint inhibitor, rispetto alla chemioterapia “physician’s choice”. Razionale: verificare un beneficio clinicamente significativo (in primis overall survival) in pazienti ampiamente pretrattate, includendo sottogruppi complessi (ad es. metastasi cerebrali). - NEST (Neurologic Stem Cell Treatment Study)
Fase: non definibile; MD Stem Cells. Valuta la somministrazione di cellule staminali autologhe da midollo osseo per via endovenosa e intranasale in malattie neurologiche e danno neurologico (condizioni eterogenee, incluse patologie neurodegenerative e post-evento). Razionale: favorire recupero/repair funzionale puntando a un potenziale raggiungimento del SNC attraverso la via intranasale oltre alla sistemica. - Lp(a)HORIZON
Fase 3; Novartis Pharmaceuticals. Studio di outcome cardiovascolare in pazienti con cardiopatia e lipoproteina(a) elevata, con antisenso (pelacarsen) mirato a ridurre Lp(a) e quindi il rischio di MACE. Razionale: testare se l’abbassamento di un fattore di rischio con forte supporto genetico/epidemiologico si traduce in riduzione di eventi clinici.
Ovviamente, il valore di questi studi si misurerà soprattutto dai metodi e risultati: dalla robustezza degli endpoint clinici alla durata dell’effetto e al profilo di sicurezza. Se i risultati saranno confermati, la sfida successiva sarà l’implementazione: criteri di eleggibilità, percorsi assistenziali e accesso equo alle innovazioni.



