
Di recente sono state sviluppate linee guida per la gestione e il trattamento degli acufeni, secondo i princìpi della National Academy of Medicine statunitense (1). Gli autori del documento si sono concentrati in particolare sul sollievo dei sintomi, e il gruppo di lavoro ha coinvolto esperti di diverse discipline sanitarie.
Gli acufeni, o tinnito, sono un sintomo frequente tra gli adulti, con maggiore prevalenza nella fascia d’età 60-69 anni. Pur essendo spesso benigni, nella maggior parte dei casi non è possibile individuarne una causa precisa (2).
In Italia mancano protocolli specifici per la valutazione e la gestione degli acufeni: le indicazioni adottate derivano da linee guida internazionali, comprese quelle NICE, e le raccomandazioni europee. Questi documenti hanno ribadito due aspetti chiave: l’approccio diagnostico-terapeutico deve essere multidisciplinare, coinvolgendo medicina generale, otorinolaringoiatria e, quando indicato, supporto psicologico. Secondo le raccomandazioni, la valutazione iniziale deve considerare la presenza di ipoacusia, sintomi vestibolari, segni neurologici e il possibile disagio psicologico associato.
Secondo gli autori, il primo passo nella gestione dei pazienti che richiedono trattamento è l’educazione, fornendo informazioni chiare su strategie di controllo dei sintomi, storia naturale e prognosi, correlazione tra perdita uditiva e acufeni, impatto dello stile di vita e importanza della protezione dell’udito. Stabilire aspettative realistiche è essenziale per migliorare la qualità di vita.
Tra le opzioni disponibili, gli apparecchi acustici rappresenterebbero un intervento utile nei pazienti con ipoacusia. Tecniche di mascheramento sonoro tramite cuffie o auricolari possono favorire il rilassamento e ridurre la percezione dell’acufene, e tali approcci sono spesso associati alla terapia cognitivo-comportamentale. Poiché le evidenze disponibili hanno dimostrato benefici limitati e non definitivi dei trattamenti, tutte le raccomandazioni devono essere considerate deboli.
Tra i trattamenti che non hanno dimostrato un’efficacia sono segnalati i nutraceutici (inclusi preparati a base di Ginkgo biloba), l’agopuntura, la stimolazione nervosa o cerebrale (magnetica transcranica o a corrente continua), applicazioni digitali o training uditivo cognitivo.
Bibliografia
- Sherlock LP, Ballard-Hernandez J, Boudin-George A, et al. Clinical Practice Guideline for Management of Tinnitus: recommendations from the US VA/DOD Clinical Practice Guideline Work Group. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg 2025;151:513-20.
- Tinnitus: assessment and management. London: National Institute for Health and Care Excellence (NICE); 2020 Mar 11.



