
Il coinvolgimento e la partecipazione della famiglia potrebbe essere un’azione efficace per la prevenzione del delirium nei pazienti critici.
Questo è l’interrogativo affrontato in una revisione sistematica e metanalisi pubblicata di recente sull’International Journal of Nursing Studies, che si è proposta di determinare l’impatto del coinvolgimento dei familiari su una serie di outcome relativi a questa condizione.
Il delirium è definito come un’insorgenza acuta di disturbi dell’attenzione e della coscienza, accompagnati da deterioramento cognitivo, con sintomi significativamente fluttuanti ed è causato da diversi fattori che possono includere patologie acute, uso o astinenza da droghe, traumi o interventi chirurgici.
Il proposito dei ricercatori era quello di fare luce su sull’efficacia del coinvolgimento della famiglia nel ridurre l’incidenza di questa condizione, oggetto di dibattito nella comunità scientifica. Alcuni studi randomizzati controllati avevano infatti rilevato un effetto positivo mentre altri non supportavano questo risultato.
I ricercatori coinvolti nello studio hanno sottolineato due differenze tra il loro approccio e le modalità utilizzate in passato: i lavori precedenti avevano disegni di ricerca diversi che non permettevano di stimare in modo preciso l’efficacia del coinvolgimento familiare nella prevenzione del delirio. Inoltre, nessuno di questi studi aveva confrontato gli effetti dei diversi tipi di coinvolgimento familiare.
La revisione sistematica comprendeva 11 studi randomizzati controllati pubblicati tra il 2012 e il 2024. Sono stati inclusi 3.113 pazienti in condizioni critiche, di età compresa tra 22,2 e 84,4 anni, nei quali era stata segnalata la presenza di delirium. Gli studi sono stati condotti in diversi Paesi: cinque in Cina, due in Iran e uno in Brasile, Turchia, Cile e Colombia.
Il coinvolgimento della famiglia è stato classificato in modo diverso in base al grado di partecipazione: sei studi prevedevano il coinvolgimento diretto dei familiari nell’assistenza, comprendendo la mobilizzazione precoce guidata dai familiari, l’assistenza psicologica, il riorientamento, la stimolazione sensoriale e la stimolazione cognitiva; tre studi prevedevano tempi di visita prolungati, in cui i familiari accompagnavano i pazienti ma non si impegnavano direttamente nelle attività di assistenza; due studi prevedevano la partecipazione indiretta della famiglia nell’assistenza, comprendendo visite video e la riproduzione di registrazioni delle voci dei familiari.
Gli outcome della metanalisi comprendevano l’incidenza e la durata del delirio, la durata della degenza totale e di quella in terapia intensiva e alcune analisi di sottogruppo in riferimento a grado di coinvolgimento della famiglia (indiretto con audio o videochiamate, visite e compagnia della famiglia e diretto con partecipazione nell’assistenza), età e regione geografica.
I risultati hanno indicato che in generale il coinvolgimento della famiglia ha ridotto significativamente l’incidenza del delirium nei pazienti in terapia intensiva rispetto all’assistenza standard (RR = 0,46, 95 % CI = 0,31-0,69, p < 0,001).
L’analisi per sottogruppi relative al coinvolgimento della famiglia ha rivelato che solo il coinvolgimento diretto dei familiari negli interventi di assistenza (RR = 0,37, 95 % CI = da 0,26 a 0,51, p < 0,001) ha ridotto significativamente l’incidenza di delirio, mentre non sono risultati efficaci in questo senso il coinvolgimento indiretto (RR = 0,77, 95 % CI = da 0,29 a 2,07, p = 0,604) e la presenza o le visite della famiglia (RR = 0,56, 95 % CI = da 0,25 a 1,25, p = 0,137).
Secondo i ricercatori, infine, il coinvolgimento della famiglia potrebbe avere anche un impatto significativo sui familiari riducendo l’incidenza di emozioni negative, anche se il numero di studi che riportavano la soddisfazione dei familiari inclusi nella revisione era insufficiente per supportare l’analisi statistica.
Bibliografia
1. Li J, Fan Y, Luo R, et al. Family involvement in preventing delirium in critically ill patients: A systematic review and meta-analysis. International Journal of Nursing Studies 2025, Volume 161, 104937.



