
La Commissione Europea ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio in circostanze eccezionali per doxecitina e doxribtimina, il primo trattamento approvato nell’Unione Europea per il deficit di timidina chinasi 2 (TK2) in pazienti pediatrici e adulti con esordio sintomatico entro i 12 anni di età e conferma genetica della diagnosi. Il farmaco era già stato approvato dalla FDA statunitense per la stessa indicazione.
Il deficit di TK2 è una malattia genetica mitocondriale ultra-rara (prevalenza stimata di circa 1,64 casi per milione di abitanti), caratterizzata da miopatia progressiva e severa. La malattia compromette progressivamente la capacità di camminare, alimentarsi e respirare in modo autonomo, richiedendo spesso assistenza continuativa. Nei pazienti con esordio entro i 12 anni il rischio di morte prematura è elevato, con decesso che avviene frequentemente entro tre anni dall’esordio dei sintomi.
Il comunicato, diffuso da UCB, ha riportato i dati a supporto dell’approvazione, che provengono da un’analisi pooled di due studi su 39 pazienti con TK2d ed esordio sintomatico entro i 12 anni (età mediana di esordio: 1,89 anni; durata mediana del trattamento: 91,4 mesi, tutti trattati per oltre 5 anni). L’84% dei pazienti (26/31) ha recuperato almeno una tappa dello sviluppo motorio precedentemente persa, come la capacità di stare seduti o di mantenere la testa eretta. Sul fronte del supporto ventilatorio, dopo l’avvio del trattamento il 22% dei pazienti (5/23) che ne facevano già uso ha potuto interromperlo; per il supporto nutrizionale, il 14% ha avviato la nutrizione enterale dopo l’inizio del trattamento, con alcuni pazienti che l’hanno successivamente sospesa. La sopravvivenza è stata confrontata con un gruppo di controllo esterno.
Il profilo di sicurezza ha evidenziato disturbi gastrointestinali come reazione avversa molto comune: diarrea (86%), vomito (28%) e dolore addominale (26%). La diarrea è comparsa prevalentemente nelle prime settimane di trattamento, nella maggior parte dei casi di entità lieve-moderata e autolimitante o migliorata con riduzione temporanea della dose; nessun paziente ha interrotto il trattamento per questa causa. È raccomandata la valutazione delle transaminasi prima dell’avvio e il monitoraggio periodico durante il trattamento.
“La comunità TK2d ha atteso a lungo questo momento, che porta nuova speranza e rappresenta un passo avanti importante nella gestione di questa malattia devastante” ha dichiarato Caterina Garone (Università di Bologna).



