
La dermatologia contemporanea si trova ad affrontare una duplice pressione, come emerso chiaramente durante IMCAS 2026: da un lato la crescente complessità dei bisogni clinici, dall’altro l’aspettativa di decisioni sempre più oggettive, tracciabili e personalizzate. Seemal Desai (University of Texas Southwestern), Ferial Fanian (Université Paris Cité), Mohamad Goldust (University of Basel) e Giovanni Pellacani (Università di Modena e Reggio Emilia) hanno illustrato come le tecniche di misurazione biometrologica non invasiva, integrate con imaging avanzato come OCT, LC-OCT, microscopia confocale, ultrasuoni ad alta frequenza, Laser Doppler e imaging 3D, consentano oggi una visualizzazione dettagliata di epidermide, derma, ipoderma, microcircolazione e architettura del collagene senza ricorrere sistematicamente alla biopsia.
Questa vera e propria “biopsia cutanea digitale”, secondo Ferial Fanian, permette non solo di descrivere le lesioni ma di misurare parametri oggettivi, confrontarli nel tempo e supportare decisioni cliniche più consapevoli. In oncologia cutanea, Giovanni Pellacani ha evidenziato la tensione tra l’aumento dei melanomi diagnosticati e la mancata riduzione proporzionale della mortalità, sollevando interrogativi sul confine tra diagnosi precoce e sovradiagnosi e sottolineando la necessità di decidere meglio, graduando le opzioni tra escissione immediata, sorveglianza stretta e monitoraggio ragionato.
Nei disordini pigmentari, in particolare nei fototipi più elevati analizzati da Seemal Desai, imaging e intelligenza artificiale consentono di quantificare con precisione la pigmentazione, calcolare le superfici interessate e valutare la profondità del pigmento, favorendo una gestione più appropriata di condizioni croniche e recidivanti. In dermatologia estetica, Mohamad Goldust ha descritto l’impiego crescente di algoritmi per la mappatura facciale, la teledermatologia e la pianificazione dei trattamenti, strumenti che, se utilizzati come supporto decisionale e non come sostituti del giudizio clinico, contribuiscono a una dermatologia sempre più personalizzata e responsabile.



