
Nella nuova stagione di investimenti per l’edilizia sanitaria italiana, la questione non è soltanto introdurre nuove tecnologie, ma dimostrarne l’impatto in modo comparabile e utile alle decisioni. Questo il cuore del 4° Annual Meeting del Joint Research Partnership Healthcare Infrastructures (JRP HI) del Dipartimento ABC del Politecnico di Milano e della Fondazione Politecnico di Milano, intitolato “Next Generation Hospital: misurare l’innovazione”, che ha riunito istituzioni, ricerca e industria per discutere strumenti e indicatori in grado di orientare scelte progettuali e gestionali.
Il dibattito si colloca in un passaggio di fase: ai fondi del PNRR dedicati soprattutto alla sanità territoriale si affiancano nuovi programmi di investimento ospedaliero, con oltre 60 nuovi ospedali in progettazione o realizzazione e una progressiva riduzione del peso delle degenze tradizionali a favore di attività diagnostiche, chirurgiche e diurne, con conseguenze dirette sull’organizzazione degli spazi e sulla pianificazione. Il valore complessivo degli interventi supera i 10 miliardi di euro, sostenuti in larga parte da risorse pubbliche tramite Accordi di Programma Stato-Regioni (art. 20 della Legge 67/1988), a cui si aggiungono partenariato pubblico-privato e un ruolo crescente di INAIL.
Tra le evidenze discusse, il comunicato riporta risultati che associano automazione e intelligenza artificiale a guadagni di efficienza misurabili: i sistemi automatizzati di gestione del farmaco possono ridurre fino al 50% i tempi operativi legati alla distribuzione; secondo il Report JRP HI 2025, la logistica automatizzata consente di riallocare fino al 30% del tempo infermieristico sottraendolo ad attività a basso valore aggiunto; l’applicazione dell’IA alla gestione dei flussi e dei posti letto è associata a riduzioni della degenza media fino al 10–15% e dei tempi di attesa fino al 20%. Nello stesso quadro, la piattaforma osserva un’accelerazione della robotica, con una previsione secondo cui il 40% delle attività ospedaliere non cliniche sarà svolto da robot nei prossimi decenni.
Per la medicina interna, dove complessità clinica e fragilità si intrecciano spesso con problemi di flusso, continuità assistenziale e pressione sui reparti, il messaggio è duplice: liberare tempo professionale e ridurre ritardi può tradursi in maggiore sicurezza, appropriatezza e qualità percepita; allo stesso tempo, l’adozione di soluzioni digitali richiede governance, competenze e valutazioni “real-world” per evitare implementazioni frammentarie o indicatori poco robusti. “Dopo aver definito cosa intendiamo per ospedale di nuova generazione, oggi il vero tema è come misurarlo”, sottolinea Stefano Capolongo, Presidente della piattaforma JRP HI e Professore del Politecnico di Milano, rimarcando che senza strumenti condivisi non è possibile migliorare, confrontare esperienze o orientare correttamente gli investimenti pubblici.



