Dieta mediterranea “3D”: SIE e ADI presentano una nuova piramide alimentare basata sui ritmi circadiani

Redazione By Marzo 2, 2026No Comments
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La Società Italiana di Endocrinologia (SIE) e l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI) hanno presentato una rivisitazione della piramide della dieta mediterranea che integra per la prima volta la dimensione temporale alle raccomandazioni su quantità e qualità dei nutrienti. Il nuovo modello, pubblicato su Current Nutrition Reports a pochi giorni dalla Giornata mondiale dell’obesità, sincronizza le indicazioni alimentari con i ritmi circadiani e le oscillazioni ormonali (insulina, cortisolo, melatonina), proponendo un approccio di crononutrizione per la prevenzione di obesità e malattie metaboliche.

“La dieta mediterranea non è più solo una questione di cosa si mangia, ma soprattutto di quando lo si fa. Le evidenze scientifiche più recenti dimostrano infatti che il metabolismo è profondamente regolato dagli ormoni e segue un’organizzazione circadiana. Ormoni chiave come insulina, cortisolo, melatonina, leptina e grelina oscillano nel corso delle 24 ore, modulando la risposta metabolica ai nutrienti, l’appetito, il dispendio energetico e la qualità del sonno. Mangiare gli stessi alimenti in momenti diversi della giornata può quindi produrre effetti metabolici differenti, con implicazioni rilevanti per il rischio di sovrappeso e obesità e disfunzioni endocrine associate all’incremento ponderale, non solo diabete mellito di tipo 2 ma anche alterazioni della funzionalità delle ghiandole endocrine”, ha dichiarato Diego Ferone, Università di Genova e Presidente SIE

La nuova piramide introduce il simbolo del sole per indicare alimenti contenuti nella dieta mediterranea da consumare nella prima parte della giornata, quando la sensibilità insulinica è massima: carboidrati complessi (cereali, pasta e pane preferibilmente integrali), legumi, frutta, verdura e ortaggi. La luna orienta invece verso i pasti serali il consumo di proteine magre, verdure e alimenti ricchi di triptofano e melatonina (noci, semi, latticini) che favoriscono riposo e rigenerazione muscolare notturna. Secondo i dati presentati, consumare 40 grammi di proteine prima di dormire può aumentare la sintesi proteica muscolare del 33%, contrastando la perdita di massa muscolare, mentre spostare il 5% dell’energia dai grassi ai carboidrati durante la colazione contribuisce a ridurre il rischio di sindrome metabolica. L’olio extravergine d’oliva mantiene un ruolo centrale utilizzabile in modo flessibile per le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti: un alto consumo riduce il rischio di malattie cardiovascolari del 39% e per ogni incremento di 10 grammi al giorno si osserva un’ulteriore riduzione del rischio cardiovascolare del 10%.

Ma la vera innovazione del modello è l’attenzione al cronotipo individuale. Il documento distingue i “gufi” (cronotipo serotino) e le “allodole” (cronotipo mattutino). I gufi tendono a saltare la colazione e concentrare l’assunzione di cibo nelle ore serali quando la sensibilità insulinica è ridotta e la regolazione glicemica meno efficiente, con conseguenze negative sulla salute metabolica. La nuova piramide li aiuta a riallinearsi gradualmente concentrando il carico calorico nelle ore di luce per evitare il social jetlag metabolico, cioè il disallineamento con i ritmi biologici interni dovuto all’irregolarità delle attività sociali. Le allodole, naturalmente predisposte a maggiore aderenza alla dieta mediterranea, beneficiano di una colazione ricca, un pranzo sostanzioso e una cena leggera principalmente proteica.

La piramide aggiornata non si limita agli aspetti alimentari ma rafforza il concetto di dieta mediterranea come stile di vita globale integrando attività fisica alla luce del sole, sonno di qualità, convivialità e rispetto della biodiversità stagionale. “Il nuovo modello include infatti anche attività fisica alla luce del sole, sonno di qualità, convivialità e rispetto della biodiversità stagionale che concorrono in modo integrato al mantenimento della salute endocrino-metabolica. In linea con il riconoscimento UNESCO della dieta mediterranea come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, il nuovo modello valorizza una visione olistica che unisce tradizione, sostenibilità e innovazione scientifica”, ha riferito Salvatore Cannavò, Università di Messina e Presidente Eletto SIE.