
Una psicopatologia preesistente in età adolescenziale rappresenterebbe un determinante significativo per lo sviluppo di una dipendenza da videogame (gaming disorder), mentre non si osservano evidenze di una relazione causale inversa. Per arrivare a questa conclusione, uno studio longitudinale condotto negli Stati Uniti e pubblicato su JAMA Network Open, condotto da Kylie Falcione e René Weber (University of California, Santa Barbara), ha analizzato 4.289 adolescenti americani (56% maschi, di età compresa tra undici e quattordici anni), seguiti tra il 2018 e il 2022 nell’ambito del progetto Adolescent Brain Cognitive Development (ABCD Study) (1).
La dipendenza da videogame è definita come una compromissione del controllo sui comportamenti di gioco, con conseguenze negative significative sulla vita quotidiana di chi ne soffre. Secondo la letteratura, questa condizione riguarderebbe circa il 3% dei giocatori globali, con tassi di prevalenza che aumentano all’8,5% tra gli adolescenti (2). Le comorbilità psicopatologiche più comuni includono ansia (92%), depressione (89%), ADHD (85%) e problemi sociali (75%) oltre a psicopatologie esternalizzanti comuni come il disturbo della condotta e l’aggressività (3).
La dipendenza da videogame è riconosciuta dall’OMS come dipendenza comportamentale nell’International Classification of Diseases, 11th Revision (ICD-11), e secondo Falcione e Weber rimaneva poco chiara la direzione causale della sua associazione con la psicopatologia. Studi precedenti avevano fornito risultati contrastanti: talvolta la dipendenza aveva un ruolo causale nello sviluppo di sintomi depressivi o ansiosi, talvolta la relazione era quella inversa.
Secondo i ricercatori, quindi, livelli più elevati di depressione, ansia, problemi sociali e disturbi della condotta – misurati tramite il questionario Child Behavior Checklist compilato dai genitori o dai caregiver – sono associati a un incremento del rischio di sviluppare la dipendenza da videogame nell’arco di pochi anni. Al contrario, in questo studio la dipendenza non ha mostrato alcuna associazione significativa con un peggioramento successivo della psicopatologia.
Il campione, rappresentativo della popolazione statunitense, comprendeva adolescenti con livelli di dipendenza variabili, valutati attraverso il Video Game Addiction Questionnaire. Oltre alla psicopatologia, lo studio ha incluso nella modellizzazione anche fattori personali centrali come eventi di vita negativi, conflitti familiari, bullismo, impulsività e sesso, confermando la robustezza dell’associazione tra sintomi preesistenti e dipendenza anche dopo aggiustamento per questi fattori.
Gli autori hanno concluso che la diagnosi precoce e il trattamento delle condizioni psicopatologiche, soprattutto la depressione e l’ansia, potrebbero rappresentare un elemento chiave nella prevenzione della dipendenza da videogiochi. Tuttavia, Falcione e Weber hanno sottolineato anche alcuni limiti, tra cui l’uso esclusivo di questionari anziché di strumenti clinici, e la mancanza di dati sul contenuto, sulla motivazione e sul contesto dei videogiochi. Un follow-up così breve, inoltre, forse non è sufficiente a rilevare effetti causali nella direzione opposta, che possono emergere più avanti nel tempo.
Bibliografia
1. Falcione KWeber R. Psychopathology and Gaming Disorder in Adolescents. JAMA Netw Open. 2025;8(7):e2528532.
2. Granic I, Lobel A, Engels RCME. The benefits of playing video games. Am Psychol. 2014;69(1):66-78.
3. González-Bueso V, Santamaría JJ, Fernández D, et al. Association between internet gaming disorder or pathological video-game use and comorbid psychopathology: a comprehensive review. Int J Environ Res Public Health. 2018;15(4):668.



