Dovremmo pagare le persone per smettere di fumare?

A cura di Redazione By Gennaio 13, 2025No Comments
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smettere di fumare

Immaginate questo: un paziente entra nel vostro studio perchè vuole smettere di fumare. Ha provato cerotti, gomme da masticare, persino l’ipnosi, ma niente sembra funzionare. Decidete allora di offrirgli un altro strumento, uno che sfrutti la sua motivazione e premi il suo successo. Questa è l’idea alla base degli incentivi per smettere di fumare, e una nuova revisione Cochrane suggerisce che è una strategia che porta a dei risultati (1).

Gli incentivi possono infatti essere utilizzati per rinforzare positivamente la cessazione del fumo. Possono essere usati come premi una tantum o in vari programmi per premiare i passi verso l’astinenza dal fumo sostenuta. Sono stati utilizzati nei luoghi di lavoro, nelle cliniche, negli ospedali e nelle comunità, e per raggiungere popolazioni specifiche.

La revisione sistematica Cochrane, condotta da Caitlin Notley e altri ricercatori del Regno Unito, ha esaminato 48 studi che hanno coinvolto oltre 21.000 partecipanti. Questi studi hanno testato vari programmi di incentivi, dalle ricompense in denaro ai buoni che i fumatori potevano guadagnare smettendo di fumare.

I risultati sono stati chiari: gli incentivi funzionano. I fumatori a cui sono stati offerti incentivi hanno avuto una probabilità di smettere di fumare maggiore del 50% circa rispetto a quelli a cui non sono stati offerti. E non si tratta solo di efficacia a breve termine: i benefici degli incentivi sono persistiti anche dopo la fine delle ricompense. Secondo gli autori è come se le persone sviluppassero una nuova abitudine a non fumare, e gli incentivi le aiutassero a raggiungerla.

Una storia particolarmente interessante viene da uno studio condotto in Thailandia, dove agli abitanti dei villaggi sono stati offerti pagamenti in contanti per smettere di fumare. Il programma ha avuto un tale successo che ha portato a una significativa diminuzione dei tassi di fumo in tutta la comunità. Anche per quanto riguarda le donne incinte, poi, la revisione ha rilevato che gli incentivi sono efficaci, raddoppiando le loro possibilità di smettere.

L’utilizzo di risorse pubbliche per incentivare la cessazione del fumo solleva però interrogativi etici e pratici. È giusto utilizzare fondi pubblici per “premiare” comportamenti che dovrebbero essere motivati dalla tutela della salute individuale? Non sarebbe più opportuno investire tali risorse in prevenzione e campagne di sensibilizzazione, rivolte in particolare ai giovani? Il guadagno in termini di salute (minor utilizzo di risorse, maggiore produttività) sarebbe invece tale da giustificare una strategia basata sugli incentivi?

Il dibattito rimane aperto, ma i risultati della revisione Cochrane offrono un importante contributo alla discussione, dimostrando l’efficacia degli incentivi come strumento per contrastare il fumo.

Bibliografia

1. Notley C, Gentry S, Livingstone-Banks J, et al. Incentives for smoking cessation. Cochrane Database of Systematic Reviews 2025, Issue 1. Art. No.: CD004307.