L’uso crescente ma sottodichiarato dell’IA nelle submission a JAMA e BMJ

A cura di Andrea Calignano By Gennaio 29, 2026No Comments
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uso IA JAMA

L’intelligenza artificiale è sempre più usata nella preparazione di manoscritti scientifici, ma non tutti gli utilizzatori sembrano dichiararne l’impiego. È quanto emerge da due studi trasversali pubblicati su JAMA, che hanno analizzato rispettivamente le submission arrivate a 13 riviste del JAMA Network e a 49 riviste del BMJ Group (1,2).

La domanda di ricerca era simile: dalla data di introduzione di una disclosure e di domande sull’uso dell’IA nei sistemi di invio dei manoscritti (agosto 2023 per JAMA Network, aprile 2024 per il BMJ Group) i due lavori hanno analizzato i dati sull’utilizzo, sui tipi di strumenti di IA utilizzati, sulle attività assistite dall’IA. Secondo i ricercatori e le ricercatrici, in futuro, i dati raccolti potranno orientare le risposte a domande su quando, e in che modo, l’utilizzo dell’IA dovrebbe essere consentito, guidato e dichiarato.

Il primo studio, condotto da Roy Perlis (Mass General Brigham e editor di JAMA+ AI) e Kirsten Bibbins-Domingo (Editor in chief di JAMA e JAMA Network) insieme a colleghe e colleghi del Network, ha esaminato 105.538 manoscritti sottomessi tra agosto 2023 e ottobre 2025; il secondo, coordinato da Isamme AlFayyad (Maastricht University) ne ha analizzati 25.114, tra aprile e novembre 2024. I due lavori hanno rilevato una prevalenza di dichiarazione d’uso dell’AI pari, rispettivamente, al 3,3% e al 5,7%. Nell’editoriale di accompagnamento Preeti Malani e Joseph Ross, entrambi Deputy editor di JAMA, hanno commentato che i dati ottenuti confermano un incremento progressivo, ma nascondono una mancata trasparenza nell’uso dell’IA (3).

L’IA generativa ha acquisito un ruolo crescente nel processo di ricerca biomedica offrendo supporto in attività come il perfezionamento linguistico, l’analisi statistica, la revisione della letteratura, la ricerca delle citazioni. Tuttavia, il dibattito su quale sia un utilizzo appropriato di questi strumenti rimane aperto, e le preoccupazioni maggiori sono legate proprio alla trasparenza, all’integrità della ricerca e alla responsabilità autoriale. L’introduzione da parte di JAMA Network e BMJ Group di domande obbligatorie sull’utilizzo dell’IA nei sistemi di submission ha consentito per la prima volta di raccogliere dati su larga scala sul loro uso autodichiarato.

Lo studio coordinato da Perlis ha documentato un aumento significativo della dichiarazione d’uso dell’IA nel corso degli anni, passando dall’1,71% (IC 95% 1,27-2,15) nel settembre 2023 al 5,97% (IC 95% 5,28-6,66) nell’ottobre 2025, con un incremento mensile dello 0,20% (IC 95% 0,16-0,24). La finalità più frequente è risultata il perfezionamento linguistico (67,7%), seguito dallo sviluppo di modelli statistici (7,3%), altre analisi di dati (6,3%), redazione e formattazione del manoscritto (5,5%) e ricerca bibliografica (4,3%). Lo studio di AlFayyad ha riportato prevalenze coerenti, con 1.431 submission su 25.114 (5,7%) che dichiaravano uso di IA, prevalentemente chatbot (56,7%, con netta predominanza di ChatGPT) e assistenti di scrittura (12,7%, principalmente Grammarly).

Entrambi gli studi hanno condotto analisi multivariate per identificare i fattori associati alla dichiarazione d’uso dell’AI. Nello studio JAMA Network, i manoscritti con maggiore probabilità di disclosure erano i Viewpoint (OR 1,78; IC 95% 1,56-2,03) e le Lettere all’editore (OR 1,72; IC 95% 1,50-1,97) rispetto alle ricerche originali, quelli provenienti da autori di paesi non anglofoni (OR 1,30; IC 95% 1,20-1,40), e quelli successivamente ritirati prima della revisione (OR 8,48; IC 95% 5,30-13,22) o respinti (OR 1,29; IC 95% 1,05-1,62). Nello studio BMJ, gli autori provenienti da Europa (OR 1,28; IC 95% 1,14-1,45) e Sud America (OR 1,75; IC 95% 1,22-2,49) hanno mostrato maggiore probabilità di disclosure rispetto a quelli asiatici. Non sono emerse differenze significative tra la rivista BMJ e le altre del gruppo (p=0,32) né tra diverse specialità mediche (p=0,06).

I due studi hanno presentato convergenze rilevanti e alcuni limiti metodologici comuni. Entrambi si basano su autodichiarazioni, senza standard di riferimento per confermare l’effettivo utilizzo dell’IA, rendendo impossibile quantificare la sottostima. I corresponding author potrebbero non essere a conoscenza dell’uso di IA da parte dei coautori, introducendo un ulteriore elemento di incertezza. I dati sono limitati a un singolo editore per studio e a un periodo temporale ristretto. Nonostante ciò, i ricercatori e le ricercatrici sono concordi nel suggerire che l’uso dichiarato sottostimi significativamente l’adozione reale, come evidenziato dal confronto con survey precedenti che riportavano prevalenze tra il 28% e il 76% (4,5). L’editoriale di Malani e Ross ha sottolineato che la maggior parte degli autori utilizzerebbe l’AI per compiti relativamente semplici come il perfezionamento linguistico, ma la crescente disponibilità di strumenti generativi porterà probabilmente a un incremento dell’uso per attività meno meccaniche, quali la sintesi della letteratura, l’analisi dei dati e la stesura di interi paragrafi.

Questo scenario, secondo gli autori dell’editoriale, richiederà che editori, publisher e istituzioni anticipino tali sviluppi, elaborando linee guida più dettagliate e implementando sistemi di rilevazione più efficaci per preservare trasparenza e integrità della ricerca.

Bibliografia

1. Perlis RH, Flanagin A, Kendall-Taylor J, et al. Author disclosure of use of AI in submissions to 13 JAMA Network journals. JAMA 2026; published online on January, 28. Doi:10.1001/jama.2025.25300

2. AlFayyad I, Zeegers MP, Bouter L, et al. Self-disclosed use of AI in research submissions to BMJ journals. JAMA 2026; published online on January, 28. Doi:10.1001/jama.2025.25688

3. Malani PN, Ross JS. AI use in research and the need for continued guidance. JAMA 2026; published online on January, 28. Doi:10.1001/jama.2025.26845

4. Oxford University Press. How are researchers responding to AI? May 23, 2024. Accessed September 26, 2025.

5. Kwon D. Is it OK for AI to write science papers? Nature survey shows researchers are split. Nature. 2025;641(8063):574-578. Doi:10.1038/d41586-025-01463-8