I tagli all’aiuto pubblico allo sviluppo (ODA) causeranno un aumento della mortalità

A cura di Andrea Calignano By Aprile 7, 2026No Comments
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ODA mortalità

Uno studio pubblicato su Lancet Global Health ha documentato che livelli elevati di aiuto pubblico allo sviluppo (ODA, da official development assistance, in italiano APS) sono stati associati a una riduzione del 23% della mortalità per tutte le cause, che aumenta fino al 39% nel caso di bambini sotto i cinque anni (1). Se l’analisi condotta tra il 2002 e il 2021 su dati provenienti da 93 Paesi a basso e medio reddito restituisce risultati incoraggianti, lo sguardo al futuro resta accompagnato da una certa preoccupazione. Lo studio in oggetto suggerisce che i tagli ai finanziamenti saranno associati a un aumento della mortalità, con una stima fino a 22,6 milioni di decessi evitabili entro il 2030. Lo studio è coordinato da Davide Rasella, Andrea Ferreira da Silva e Rodrigo Volmir Rezende Anderle della Federal University of Bahia (Brasile).

L’ODA rappresenta la principale fonte di finanziamento esterno per i Paesi meno sviluppati, e copre interventi in sanità, istruzione, nutrizione e patrimonio idrico, igiene, infrastrutture e aiuti umanitari. Nel 2023 ha superato i 250 miliardi di dollari, con USA, Germania, Giappone, Francia e Regno Unito che congiuntamente hanno coperto il 70% dei finanziamenti totali. Tuttavia, dal 2024 tutti i principali donatori, fatta eccezione per il Giappone, hanno ridotto i propri contributi, in quello che gli autori e le autrici definiscono il primo declino coordinato in quasi tre decenni. Lo smantellamento di USAID, avvenuto nel luglio 2025 con una riduzione annunciata dell’83% dei programmi, ha accelerato una crisi sistemica del finanziamento umanitario e allo sviluppo, che ora coinvolge anche i Paesi europei e il Regno Unito.

Lo studio ha combinato una valutazione retrospettiva d’impatto (2002–2021) e un’analisi previsionale fino al 2030, su un panel longitudinale di 93 Paesi a basso e medio reddito, rappresentativi di 6,3 miliardi di persone. La variabile di esposizione era il finanziamento ODA pro capite suddiviso in quartili. Livelli elevati di ODA pro capite sono stati associati a riduzioni significative della mortalità per tutte le principali cause infettive: del 70% per HIV/AIDS (rate ratio [RR] 0,30; 95% CI 0,24-0,39), del 56% per la malaria (RR 0,44; 0,35–0,56), del 56% a causa di carenze nutrizionali (0,44; 0,30–0,65), del 54% per le malattie tropicali neglette (0,46; 0,36–0,59). Sono state mostrate riduzioni significative anche per le malattie diarroiche, per le infezioni respiratorie inferiori e per la mortalità materna, rispettivamente del 55% (0,45; 0,33–0,61), 42% (0,58; 0,47–0,71) e 30% (0,70; 0,57–0,86). Gli effetti sono risultati più marcati nelle donne (-27%) che negli uomini (-23%).

Le proiezioni hanno simulato scenari alternativi rispetto al mantenimento dei livelli ODA del 2023. Nello scenario di defunding severo il modello stima 22,6 milioni di morti evitabili (95% IC 16,3-29,3) entro il 2030, di cui 5,4 milioni in bambini sotto i cinque anni (4,1-6,8). Nello scenario di defunding lieve (riduzione annua del 10,6% dal 2026 al 2030) il più coerente con le tendenze recenti, le morti stimate sono 9,4 milioni (6,2-12,6) di cui 2,5 bambini (1,8-3,2).

Secondo gli autori e le autrici, un defunding severo e rapido dell’ODA potrebbe produrre un numero di morti globali paragonabile a quello della pandemia da COVID-19, invertendo tre decenni di progressi in salute globale, istruzione e riduzione della povertà nei Paesi più vulnerabili.

Bibliografia

1. Ferreira da Silva A, Rezende Anderle RV, Barreix Sibils G, et al. Impact of two decades of humanitarian and development assistance and the projected mortality consequences of current defunding to 2030: retrospective evaluation and forecasting analysis. Lancet Glob Health 2026; published online on February, 02. Doi: 10.1016/S2214-109X(26)00008-2