
Il 14 agosto 2024 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale – il livello di allerta più alto secondo il Regolamento sanitario internazionale del 2005 – per mpox nella Repubblica Democratica del Congo e nei paesi limitrofi.
In un articolo pubblicato di recente su CARE Letizia Orzella – Area della Prevenzione e Promozione della Salute della Regione Lazio – ha fatto il punto sulla storia di mpox e sugli ultimi sviluppi dell’epidemia, riprendendo una perspective pubblicata lo scorso ottobre sul New England Journal of Medicine.
Nel 2023 il Congo aveva già sperimentato un forte aumento della diffusione di mpox guidata da clade Ib, un sottotipo geneticamente distinto e molto trasmissibile, che nel 2024 ha causato oltre 15.600 casi di contagio e 537 decessi segnalati. La trasmissione avveniva principalmente all’interno delle famiglie, in contesti sanitari o tramite contatto sessuale.
A differenza della precedente epidemia globale di mpox del 2022 causata da clade IIb, che ha colpito principalmente uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e le lavoratrici del sesso, la maggior parte dei casi e dei decessi nell’attuale epidemia si sono verificati tra i bambini, suggerendo che la trasmissione avviene anche attraverso vie diverse dal contatto sessuale. Clade Ib – oltre a infettare fasce diverse della popolazione – è sembrato più letale rispetto al suo predecessore, che ha fatto registrare 100.000 casi e 208 morti in 116 paesi. L’OMS aveva già dichiarato un’emergenza sanitaria per l’epidemia globale di mpox di clade IIb nel 2022, senza però ottenere la stessa attenzione e investimenti dell’attuale emergenza.
Una volta dichiarata l’emergenza, è fondamentale armonizzare la risposta globale e supportare i paesi africani nella gestione dell’epidemia, evitare restrizioni inutili ai viaggi e al commercio e basare la risposta su evidenze e rispetto dei diritti umani. Inoltre, ci sono due vaccini contro mpox raccomandati dall’OMS, che ha sollecitato i produttori a richiederne l’inserimento nella lista per uso in emergenza, al fine di facilitarne la distribuzione nei paesi africani a prezzi accessibili.
L’assistenza finanziaria internazionale è essenziale per incentivare lo sviluppo di contromisure sanitarie efficaci e per garantire un accesso equo a test diagnostici e vaccini. Una comunicazione del rischio accurata e non stigmatizzante, fornita dai membri delle comunità africane, è invece cruciale soprattutto per le popolazioni a rischio. Molti paesi africani hanno leggi che criminalizzano la condotta sessuale tra persone dello stesso sesso, il che ostacola l’accesso a vaccinazioni e cure, rendendo essenziale campagne di informazione mirate.
Bibliografia
Gostin LO, Jha AK, Finch A. The Mpox global health emergency. A time for solidarity and equity. N Engl J Med 2024; 391: 1265-1267



