
Dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) arrivano le prime linee guida globali sull’impiego degli agonisti del recettore GLP-1 nel trattamento dell’obesità negli adulti, un documento che segna un passaggio cruciale nella risposta alla crisi epidemica di una patologia che ormai colpisce oltre un miliardo di persone nel mondo (1). Pubblicate su JAMA e frutto del lavoro di un gruppo multidisciplinare di esperti che include anche persone con esperienza diretta della malattia, queste raccomandazioni riconoscono formalmente l’obesità come malattia cronica e recidivante che richiede cure continuative, spostando definitivamente la prospettiva da quella di una semplice condizione legata allo stile di vita a quella di una patologia complessa che merita un approccio terapeutico integrato e personalizzato.
Il documento dell’OMS formula due raccomandazioni principali, entrambe classificate come condizionali. La prima riguarda l’utilizzo a lungo termine delle terapie GLP-1 negli adulti con obesità, dove per “lungo termine” si intende un trattamento continuativo di almeno sei mesi, in linea con le definizioni regolatorie correnti. La seconda raccomandazione suggerisce di affiancare alla farmacoterapia una terapia comportamentale intensiva, che comprenda obiettivi strutturati per l’attività fisica e la dieta, restrizione dell’apporto calorico, sedute di counseling settimanali e valutazioni periodiche dei progressi. Questa componente comportamentale rappresenta un elemento fondamentale di un approccio multimodale completo e può amplificare e sostenere i benefici terapeutici della terapia farmacologica nel tempo.
La classificazione di entrambe le raccomandazioni come “condizionali” riflette una valutazione attenta e prudente da parte del gruppo di esperti, che ha considerato molteplici fattori, oltre alla semplice efficacia clinica. Sebbene l’efficacia degli agonisti GLP-1, con o senza terapia comportamentale intensiva, nel trattamento dell’obesità e nel miglioramento degli esiti metabolici sia evidente, diversi elementi hanno temperato il livello di certezza. Per la prima raccomandazione, pesano i dati ancora limitati sull’efficacia e sicurezza a lungo termine, con studi ancora in corso sulla titolazione, il mantenimento e la discontinuazione del trattamento, insieme agli elevati costi attuali di questi farmaci, all’inadeguata preparazione dei sistemi sanitari e alle potenziali implicazioni in termini di equità nell’accesso alle cure. Per quanto riguarda la terapia comportamentale intensiva, la condizionalità deriva dalla bassa certezza delle evidenze sulla sua capacità di potenziare l’efficacia degli agonisti GLP-1 attraverso tirzepatide, semaglutide e liraglutide, dalla variabilità nelle priorità dei pazienti riguardo agli esiti sul peso, dalle potenziali ricadute sull’equità sanitaria e dalla fattibilità e dai costi specifici del contesto per l’erogazione di tali interventi.
L’analisi condotta dall’OMS ha preso in considerazione tre revisioni sistematiche individuali per liraglutide, semaglutide e tirzepatide, ma il gruppo di sviluppo delle linee guida ha optato per considerare questi farmaci come una classe terapeutica unica. Questa scelta riflette il meccanismo d’azione condiviso di questi agenti, che agiscono sui percorsi ipotalamici che regolano l’appetito, promuovono la sazietà e ritardano lo svuotamento gastrico, oltre a fornire benefici metabolici che si estendono ben oltre la semplice perdita di peso. Gli studi recenti hanno infatti documentato effetti terapeutici su eventi cardiovascolari maggiori, insufficienza cardiaca con frazione di eiezione preservata, prevenzione del diabete, pressione arteriosa sistolica e colesterolo LDL, apnea ostruttiva del sonno, arteriopatia periferica, malattie renali, steatoepatite metabolica e persino patologie neurodegenerative.
Il processo di elaborazione delle linee guida ha seguito gli standard consolidati dell’OMS, basandosi sulla metodologia GRADE per valutare la qualità e la certezza delle evidenze e la forza delle raccomandazioni. Il gruppo di esperti ha utilizzato un framework strutturato per le decisioni basato sulle evidenze, che ha supportato le deliberazioni intorno ai benefici e ai danni, ai valori e alle preferenze degli stakeholder, all’uso delle risorse e alla costo-efficacia, all’equità sanitaria, all’accettabilità e alla fattibilità. Le linee guida hanno anche considerato le sfide implementative, riconoscendo che una gestione efficace dell’obesità cronica richiede sistemi sanitari robusti che dipendono da un’adeguata formazione della forza lavoro, catene di approvvigionamento funzionanti e sistemi di referral efficienti, oltre a una copertura finanziaria attraverso schemi di assistenza sanitaria universale e assicurazioni nazionali per garantire accessibilità ed equità.
Un aspetto particolarmente rilevante è rappresentato dalla sfida dell’accesso equo ai farmaci. Anche nello scenario più ottimistico, la produzione di terapie GLP-1 potrebbe coprire attualmente solo circa 100 milioni di persone, meno del 10% di coloro che attualmente convivono con l’obesità. Gli elevati costi, la limitata capacità produttiva e i vincoli della catena di approvvigionamento rimangono barriere importanti all’accesso universale. Dopo l’inserimento nella Lista Modello dei Medicinali Essenziali dell’OMS per le popolazioni ad alto rischio, l’organizzazione sta considerando la prequalificazione per facilitare una più ampia disponibilità. Sarà fondamentale la collaborazione tra partner pubblici e privati, soprattutto considerando che il brevetto di semaglutide scade già nel 2026. Strategie come la produzione di generici, l’approvvigionamento aggregato, i prezzi differenziati, le licenze volontarie e la produzione locale saranno cruciali, così come le formulazioni orali emergenti che potrebbero semplificare produzione, logistica e stoccaggio.
Data la necessità di tempo per implementare queste misure, una priorità urgente è stabilire un approccio trasparente, equo e basato sull’evidenza per la prioritizzazione, che guidi l’identificazione e la selezione di coloro che hanno il bisogno più urgente, nell’ambito degli attuali vincoli di fornitura e capacità del sistema sanitario, consentendo un’espansione incrementale dell’eleggibilità al trattamento man mano che accesso, capacità e preparazione evolvono. Questo sarà il prossimo focus delle linee guida dell’OMS quando il gruppo di esperti si riunirà nei primi mesi del 2026 per definire quali pazienti con obesità dovrebbero essere prioritizzati in base al rischio correlato alla gravità della malattia e alle comorbidità, nonché all’efficacia attesa sui diversi esiti di salute.
Il documento sottolinea con forza che la sola terapia farmacologica non può risolvere una crisi di questa portata. Ciò che serve è una risposta completa a livello di sistema che affronti prevenzione, cura e i determinanti sottostanti dell’obesità. Le terapie GLP-1 rappresentano più di una scoperta scientifica: incarnano un nuovo capitolo nel graduale cambiamento concettuale nel modo in cui la società approccia l’obesità, da “condizione legata allo stile di vita” a malattia cronica complessa, prevenibile e trattabile. La promessa di un trattamento efficace può catalizzare la più ampia trasformazione necessaria per costruire un ecosistema integrato che ridefinisca promozione della salute, prevenzione delle malattie e assistenza con un focus sull’equità. Questo ecosistema dovrà includere una migliore comprensione delle cause sottostanti dell’obesità, l’integrazione della prevenzione e del trattamento nei framework di copertura sanitaria universale, lo sviluppo di terapie di nuova generazione attraverso una ricerca scientifica potenziata, e il posizionamento delle persone che convivono con la malattia come co-creatori del proprio percorso di salute.
Bibliografia
- Celletti F, Farrar J, De Regil L. World Health Organization Guideline on the Use and Indications of Glucagon-Like Peptide-1 Therapies for the Treatment of Obesity in Adults. JAMA (2025). Published Online: December 1. Doi: 10.1001/jama.2025.24288



