Quali fattori modulano il legame tra diabete e depressione?

Redazione By Settembre 16, 2025No Comments
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L’aumento relativo delle probabilità che un individuo affetto da diabete sviluppi sintomi gravi di depressione – e viceversa – è lo stesso, indipendentemente dal luogo in cui vive. È quanto emerge da un’analisi condotta su persone con più di 50 anni, in 18 Paesi europei, presentata all’Annual Meeting della European Association for the Study of Diabetes (EASD), a Vienna dal 15 al 19 settembre.

Lo studio, finanziato dall’Health Research Board irlandese e coordianto da Jaroslav Gottfried dell’University College Dublin (Dublino, Irlanda), ha incluso oltre 45.000 partecipanti (età media 65 anni; 57% donne) seguiti da un follow-up fino a 11 anni. Il lavoro ha integrato tre grandi studi prospettici europei – English Longitudinal Study on Ageing, Irish Longitudinal Study on Ageing, Survey on Health, Ageing and Retirement in Europe – e circa il 20% del campione proveniva da Irlanda e Regno Unito.

Sono stati considerati fattori a livello nazionale — qualità dell’assistenza diabetologica (Euro Diabetes Index 2014), spesa correlata al diabete (Eurostat), rischio di povertà specifico per età (Eurostat), disuguaglianza di genere (Gender Inequality Index) e disparità di ricchezza (Indice di Gini) — e fattori individuali: età, sesso, BMI, fumo, attività fisica, diagnosi di diabete (tipo 1 o 2) e punteggi di sintomi depressivi (scale CES-D ed EURO-D; il 15% con i punteggi più alti è stato classificato come “elevati sintomi depressivi”).

“Non tutte le persone affette da diabete sviluppano la depressione; allo stesso modo, non tutte le persone affette da depressione sviluppano il diabete” ha spiegato Gottfried. “Una maggiore conoscenza dei fattori che influenzano l’associazione tra diabete e depressione renderebbe più facile prevedere quali persone affette da diabete sono più soggette a sviluppare la depressione e viceversa. Ciò inoltre consentirebbe agli operatori sanitari e ai responsabili politici di indirizzare, ad esempio, l’assistenza medica e psichiatrica alle persone più vulnerabili affette da una delle due patologie, nel tentativo di impedire loro di sviluppare l’altra”.

Usando l’Austria come Paese di riferimento (criterio alfabetico), le probabilità di sviluppare diabete variavano tra i Paesi: risultavano più basse nei Paesi Bassi (circa −65%) e più alte in Portogallo (oltre +90%) rispetto all’Austria. Per i sintomi depressivi elevati, le probabilità erano più basse in Danimarca (circa −20%) e più alte in Italia (quasi +150%). Nonostante tali differenze di rischio “di base”, l’associazione tra diabete e depressione è rimasta sostanzialmente simile attraverso i diversi contesti nazionali: chi presentava sintomi depressivi elevati aveva il 15% di probabilità in più di sviluppare diabete nel follow-up, mentre chi viveva con diabete mostrava un amento del 48% delle probabilità di sviluppare sintomi depressivi elevati.

Tutti i fattori esaminati influenzavano il rischio di insorgenza di diabete e, separatamente, di depressione; tuttavia uno solo — il BMI — modulava l’associazione tra le due condizioni. In particolare, tra le persone con diabete, ogni punto di BMI in più aumentava del 2,1% le probabilità di sviluppare sintomi depressivi elevati (contro l’1,3% per punto di BMI tra i non diabetici).

A differenza di precedenti ricerche, la qualità dell’assistenza diabetologica non ha modificato il legame tra diabete e depressione in questa analisi; tra le possibili spiegazioni, la diversa composizione dei campioni (in questo studio i partecipanti sono over 50) e l’approccio metodologico (studio longitudinale rispetto a precedenti studi trasversali).

“Il modo in cui il diabete e i sintomi depressivi sono collegati nelle persone di età superiore ai 50 anni è simile in tutti i paesi europei, indipendentemente dalla qualità dell’assistenza sanitaria per il diabete e da altri fattori a livello nazionale” ha concluso Gottfried. “Di conseguenza, le strategie che prevengono lo sviluppo della depressione in una persona affetta da diabete – o lo sviluppo del diabete in una persona affetta da depressione – efficaci in un certo Paese dovrebbero esserlo anche se implementate altrove”.