Ridurre al minimo gli esami radiografici in età pediatrica e adolescenziale

Redazione By Marzo 13, 2025No Comments
News
esami radiografici in età pediatrica

Numerosi studi hanno evidenziato un significativo fattore di rischio associato all’esposizione a radiazioni ionizzanti, come i raggi X, nello sviluppo di carcinomi tiroidei, in particolare in età pediatrica e adolescenziale. Un dato questo che sottolinea l’importanza di una rigorosa valutazione dei benefici e dei rischi prima di procedere con esami radiografici.

Le radiazioni ionizzanti agiscono a livello cellulare, inducendo alterazioni nella struttura del DNA e promuovendo la formazione di radicali liberi, i quali possono innescare processi cancerogeni. I tessuti infantili, a causa del loro sviluppo, presentano una maggiore vulnerabilità agli effetti nocivi delle radiazioni.

“È importante anche notare che il rischio di sviluppare il cancro a seguito di esposizione alle radiazioni ionizzanti dipende da vari fattori, tra cui la dose di radiazione ricevuta, l’età al momento dell’esposizione e la durata dell’esposizione stessa – ha spiegato Giuseppe Messina, odontostomatologo professore associato dell’Università San Raffaele Roma – e la relazione tra esposizione e insorgenza di tumori può variare notevolmente, con alcune neoplasie che si manifestano anni o decenni dopo l’esposizione. Ad esempio, il cancro alla tiroide è frequentemente associato all’esposizione a radiazioni, specialmente nei primi anni di vita”.

L’impiego della radiografia tradizionale dovrebbe quindi essere limitato a patologie scheletriche, evitando, ove possibile, prescrizioni per patologie morfologiche, articolari o dei tessuti molli, che potrebbero essere indagate con metodiche alternative, come l’ecografia. Inoltre, sono state recentemente introdotte metodiche diagnostiche alternative, come i sistemi di scansione 3D basati su tecnologia LiDAR e intelligenza artificiale, che consentono l’analisi posturale e l’identificazione di deformità muscolo-scheletriche senza l’impiego di radiazioni ionizzanti. L’intelligenza artificiale elabora le immagini acquisite, individuando punti di riferimento anatomici e patologie. Queste tecnologie risultano particolarmente vantaggiose in ambito pediatrico, in gravidanza e per gli esami di follow-up, riducendo l’esposizione cumulativa a radiazioni in soggetti vulnerabili.