Sistema sanitario di Cuba “al collasso”, l’appello di 10 riviste scientifiche: “Italia non sia indifferente”

Redazione By Maggio 25, 2026No Comments
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Un appello pubblico firmato dai direttori di dieci riviste scientifiche italiane richiama l’attenzione delle istituzioni sulla crisi del sistema sanitario cubano, definito “in stato di collasso” dopo decenni in cui l’isola è stata indicata come modello di accesso universale alle cure in condizioni di risorse limitate. La lettera aperta è indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro della Salute Orazio Schillaci e sollecita una presa di posizione dell’Italia, evocando sia l’aiuto ricevuto durante la pandemia da Covid-19 sia l’impiego attuale di medici cubani in Calabria per sostenere l’erogazione di servizi in un Servizio sanitario regionale in difficoltà.

Il documento, ripreso dalle agenzie, costruisce la propria urgenza su un insieme di evidenze descrittive: testimonianze di corrispondenti della stampa nazionale e internazionale, dati e stime attribuite a fonti istituzionali cubane e indicatori clinici-sanitari che segnalano un deterioramento dell’assistenza. In parallelo, editoriali e analisi pubblicati nelle ultime settimane in ambito epidemiologico e di salute globale hanno riportato gli stessi segnali di sofferenza del sistema, inserendoli in una cornice di carenze di farmaci, materiali di consumo e vincoli logistici ed energetici.

Tra i numeri più allarmanti citati nell’appello figura la riduzione della sopravvivenza nei tumori infantili dall’80% al 65%, ricondotta alla mancanza di farmaci di prima linea, e la presenza di circa 96.000 persone in lista d’attesa per un intervento chirurgico, tra cui 11.000 bambini. Viene inoltre indicato che oltre 300 interventi chirurgici pediatrici a settimana sarebbero compromessi per carenze di ossigeno, anestetici, farmaci e materiali. Le stesse grandezze sono riportate anche da un’inchiesta di Reuters di fine marzo 2026, che descrive ospedali con indisponibilità di presidi di base, interruzioni elettriche e difficoltà organizzative, con ricadute trasversali: oncologia (chemioterapici e radioterapia), chirurgia programmata e aree tempo-dipendenti.

Sul piano clinico, l’impatto di queste carenze è coerente con i determinanti noti di esito in contesti di “health system stress”: l’intermittenza nella disponibilità di farmaci essenziali aumenta il rischio di sospensione o deintensificazione delle terapie, riduce l’aderenza ai protocolli e sposta la domanda verso mercati paralleli con problemi di accessibilità e qualità; la limitazione di ossigeno e anestetici riduce la capacità operatoria e incide sui percorsi perioperatori e intensivi, con un effetto a cascata sulle liste d’attesa e sulle complicanze. In ambito internistico, la fragilità logistica si traduce anche in difficoltà nel trattamento delle infezioni (antibiotici), nella gestione del dolore e della febbre e nella continuità delle cure per patologie croniche. Reuters segnala inoltre vulnerabilità specifiche in gravidanza, con timori di riduzione degli standard minimi di monitoraggio, un indicatore sensibile della tenuta dell’assistenza territoriale e ospedaliera.

L’appello attribuisce la crisi a una combinazione di fattori, tra cui l’inasprimento delle sanzioni statunitensi e un più recente blocco delle forniture energetiche collegato alla crisi venezuelana. Diverse analisi internazionali convergono nel descrivere un intreccio tra vincoli economici e commerciali, shock energetici e deterioramento delle catene di approvvigionamento farmaceutiche e ospedaliere, con effetti diretti sulla disponibilità di medicinali essenziali.

In chiusura, il messaggio dei firmatari è che il collasso di un sistema sanitario non sia solo una crisi locale ma una violazione di diritti fondamentali, e che richieda iniziative “senza ambiguità” nel perimetro del diritto umanitario. Sul versante delle prospettive, la traiettoria più concreta, sul piano sanitario, riguarda canali stabili per la fornitura di farmaci e materiali critici e meccanismi di monitoraggio trasparente dei principali indicatori di esito; su quello internazionale, iniziative multilaterali già avviate per l’accesso ai farmaci oncologici pediatrici nei Paesi a risorse limitate potrebbero rappresentare una leva operativa, se e nella misura in cui Cuba possa rientrare in programmi di consegna e distribuzione sostenibili.