
La vaginosi batterica rappresenta una delle condizioni ginecologiche più comuni tra le donne in età riproduttiva, con un impatto significativo sulla salute femminile a causa delle sue recidive frequenti e delle potenziali complicanze, tra cui un aumento del rischio di infezioni sessualmente trasmissibili e di esiti avversi in gravidanza (1). Nonostante la sua elevata prevalenza e il legame con fattori di trasmissione sessuale, la gestione terapeutica di questa condizione si è storicamente concentrata esclusivamente sulla donna affetta, trascurando il possibile ruolo del partner maschile nella persistenza e recidiva dell’infezione.
Uno studio recentemente pubblicato sul New England Journal of Medicine suggerisce un cambiamento di paradigma nella gestione della vaginosi batterica, mostrando che il trattamento antimicrobico combinato della donna e del suo partner maschile riduce il tasso di recidiva rispetto alla sola terapia della donna (2).
Un approccio innovativo
Lo studio, un trial clinico randomizzato e controllato, ha coinvolto 150 coppie in cui la donna era affetta da vaginosi batterica e si trovava in una relazione monogama. Le partecipanti sono state suddivise in due gruppi: nel primo, solo la donna riceveva la terapia standard con metronidazolo o clindamicina; nel secondo, anche il partner maschile veniva trattato con una combinazione di metronidazolo orale e clindamicina topica applicata sul pene, due volte al giorno per sette giorni. L’obiettivo principale era valutare la recidiva della vaginosi entro 12 settimane.
I risultati hanno mostrato una riduzione significativa delle recidive nel gruppo con trattamento di entrambi i partner: il 35% delle donne trattate insieme al loro partner ha avuto una recidiva rispetto al 63% del gruppo di controllo (2). Il trattamento è stato generalmente ben tollerato, con effetti avversi minori nei partner maschili, tra cui nausea, cefalea e alterazioni del gusto.
Un cambio di prospettiva nella gestione della vaginosi batterica?
Questi risultati supportano l’ipotesi che il partner maschile possa agire come serbatoio di batteri associati alla vaginosi batterica, contribuendo alle frequenti recidive osservate. Storicamente, la mancata identificazione di un chiaro agente eziologico univoco e l’assenza di sintomi nei partner maschili hanno portato a escludere questa condizione dalla categoria delle infezioni sessualmente trasmissibili. Tuttavia, l’evidenza crescente di un coinvolgimento della trasmissione sessuale e il successo del trattamento combinato aprono nuove prospettive per la prevenzione della recidiva e il miglioramento della gestione clinica.
Bibliografia
1. Muzny CA, Sobel JD. Bacterial Vaginosis — Time to Treat Male Partners. N Engl J Med. 2025;392(10):1026-1028.
2. Vodstrcil LA, Plummer EL, Fairley CK, et al. Male-Partner Treatment to Prevent Recurrence of Bacterial Vaginosis. N Engl J Med. 2025;392:947-957.



