Una nuova strategia terapeutica per il trattamento del prurito associato a malattia renale cronica nel paziente emodializzato

A cura di Annarita Bottini By Dicembre 9, 2025Gennaio 22nd, 2026No Comments
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Il prurito in corso di insufficienza renale avanzata è uno dei sintomi più frequenti e allo stesso tempo più trascurati nei pazienti in emodialisi. Si presenta spesso come un disturbo persistente, talvolta più intenso durante le ore notturne, con un impatto rilevante sulla qualità e sulla continuità del sonno. In molti casi precede l’avvio della terapia sostitutiva, comparendo già nella fase conservativa, mentre in altri tende a esacerbarsi durante la seduta dialitica. Nonostante la sua elevata prevalenza, la fisiopatologia del prurito uremico rimane complessa e non completamente chiarita: oltre all’accumulo di tossine, contribuiscono fattori come l’aumento del rilascio di istamina, la disidratazione cutanea, l’iperparatiroidismo e una marcata disregolazione immunitaria e nervosa.

Secondo Annarita Bottini (IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Genova) il trattamento rappresenta una sfida clinica, poiché molte terapie utilizzate sono off-label e spesso di efficacia limitata. In questo contesto si inserisce difelikefalin, un agonista selettivo dei recettori kappa degli oppioidi attivi a livello periferico, sviluppato per modulare in modo mirato i circuiti sensoriali e immunitari implicati nel prurito. La sua struttura idrofilica impedisce la penetrazione nel sistema nervoso centrale, conferendo un profilo di sicurezza favorevole. Da giugno 2025 la molecola è rimborsata da AIFA per il trattamento del prurito moderato-severo nei pazienti adulti in emodialisi, offrendo una nuova opzione terapeutica per un sintomo che incide profondamente sul benessere quotidiano ma che rimane spesso sottoriportato e sottotrattato.